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Discographies

Virus Vitale

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Nel 2011 esce per la Costa Est Virus Vitale, una compilation prodotta da Willy David storico produttore del Pino Daniele degli anni 80, legato al Neapolitan power di quegli anni. La compilation è dedicata alla nuova scena creativa musicale napoletana. Sono presenti nel disco ben due brani “Il Tram” una miscela di gypsy ed etnica e “La Barbarie del linguaggio” dal sapore rock-reggae.

“Ho visto un bambino giocare nel fuoco di un era che brucia le proprie idee …
è un tram senza virtù, attaccati al tram salici tu!” recitano i testi …

Testi / Lyrics

_______Il Tram

Aspetto un po’ assonnato il tram
che mi porti fuori a casa mia
La strada è lunga e sale senza virtù

In giacca qui è un delirio
son tutti fermi in fila ad aspettare
attenti ad avanzare per primi sul bus

Mi dici che non trovi alternativa
neanche il tempo d’un caffè
A stritolarmi nel tuo tram che arriva
io non ci tengo e cambio via

La voglia dico è poca
fare a cazzotti per un posto in più
salire su quel tram zeppo di gnu

Se certo nella vita il tram
che passa va afferrato al volo
Le strade sono tante ed io cambio via

mi dici che non trovi alternativa
neanche il tempo d’un caffè
A stritolarmi nel tuo tram che arriva
io non ci tengo e cambio via

Il sole picchia forte mi guardo intorno
certo un po’ perplesso
Se aspetto un’illusione
non arriverò mai

Mi lascio dietro il dubbio
la folla che urla e ringhia
al tram che arriva
Se passo qui domani sarà come ieri

E’ un tram senza virtù
Attaccati al tram
Salici tu

E’ un tram senza virtù
Attaccati al tram
Salici tu …

______La barbarie del linguaggio

La barbarie del linguaggio
La barbarie è una parola
La barbarie del linguaggio
La barbarie è una memoria

Ho visto un bambino
giocare nel fuoco
di un era che brucia
le proprie idee
Ho visto crollare
i ponti e le icone
il peso i palazzi
del razioncinio

Cresce il ragazzo
figlio smarrito
di civiltà
senza memoria
Chi non ha in tasca
pesi o zavorra
è certo fragile
ma può volare

Sulle tue spalle
pesa la colpa
dei padri mancanti
ingoiati giù al market
Oscilla la terra
che ha i suoi signori
ogni cosa è allo zero
tutto rinasce

Viaggiare nell’ombra
come un pioniere
senza presente
neanche futuro
Chi dice tribù
chi appartenenza
esser parte di un branco
che non ha storia

Non ricordo nulla
di tutto ciò che è stato
Chi non ha passato ha più strade avanti a sé
Se non ha ricordi
del mondo in cui è nato
il figlio della plastica
torna alla sua nascita

La barbarie del linguaggio
La barbarie è una parola
La barbarie del linguaggio
La barbarie è una memoria

Ho visto soldati
sorti nel gaudio
di una tv
in cortocircuito
Ho visto profeti
di nuove dottrine
cantare ogni giorno
la stessa canzone

Cresce il ragazzo
figlio smarrito
di civiltà
senza memoria
Chi non ha in tasca
pesi o zavorra
è certo fragile
ma può volare

Sono le strade
del labirinto
un gioco di specchi
di civiltà
Un orda di vandali
avanza dai buchi
lasciati sui muri
vuol solo mangiare

Forse un impero
forse un paesello
l’uomo civile
e la decadenza
Dolce è l’oblio
l’evoluzione
un passo in avanti
Ulisse è nessuno

Non ricordo nulla
di tutto ciò che è stato
Chi non ha passato ha più strade avanti a sé
Se non ha ricordi
del mondo in cui è nato
il figlio della plastica
torna alla sua nascita

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